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. Italiano
Eccomi con il secondo articolo della serie sui simboli dei colori, con l’intento di fornirvi delle chiavi per l’interpretazione sia delle mie opere, sia per quelle di altri pittori e artisti, contemporanei e del passato.
Oggi affrontiamo un nuovo importante colore, per certi versi opposto al rosso che ho trattato nell’articolo precedente, ma che sono sicura piacerà a molti di voi, in quanto è il colore preferito dalla maggior parte delle persone, o perlomeno così mi dice Mr. Google.
In questi articoli, cercherò per quanto possibile di riferirmi a testi scritti e pubblicati, se vogliamo “à l’ancienne”, un po’ per puro piacere personale nel consultare un libro piuttosto che una fredda pagina web, un po’ perché le trovo fonti molto più autorevoli piuttosto che articoli trovati chissà dove, scritti da chissà chi, soprattutto in una materia come la simbologia, in cui tutti se vogliono possono esprimere la propria fantasia senza basi, passatemi il termine, “scientifiche”.
Questa volta ho deciso di consultare il Dizionario dei Simboli, dei Miti, e delle Credenze di Corinne Morel.
Partiamo dalla nostra esperienza umana. Il blu è il colore del cielo e del mare, due elementi visivi sconfinati, immensamente vasti. Il blu quindi oltre a rimandare direttamente a questi due ambiti, si fa portatore di infinità e di mistero. Sia il mare che il cielo nascondono i loro tesori là dove la tinta che li caratterizza si fa più intensa. Al tempo stesso, sia il mare che il cielo, possono diventare chiari fino alla trasparenza degli elementi che li compongono, aria e acqua. Questi ultimi però sono elementi inafferrabili, impossibili da prendere con mano, l’acqua scivola, l’aria è impalpabile. Il blu quindi si tinge anche del significato del’’immaterialità, di tutto ciò che è leggero e rarefatto, come il pensiero, la riflessione, lo spirito.
Nei segnali stradali, già citati per il rosso nel precedente articolo, il blu è utilizzato come esatto opposto. Se il rosso indica un pericolo e un divieto, il blu è il via libera, il permesso.
Ragionando ancora per opposizione al rosso, colore della carne, il blu è il colore dello spirito, della parte immateriale dell’umano.
Nelle rappresentazioni cristiane, Gesù è spesso abbigliato di rosso e di blu, non solo per ricordare col rosso la sua Passione, ma anche per sottolineare la sua doppia natura, quella di Vero Dio e Vero Uomo, fatto di carne e di spirito, disceso sulla terra come uomo ma di provenienza divina. Del resto Dio Padre per la cultura occidentale risiede nell’alto dei Cieli, che sono azzurri, blu.
Continuando con questo ragionamento di matrice cristiana, il blu diventa anche il colore della sapienza, attributo divino, quindi se in una rappresentazione di Gesù fanciullo tra i sacerdoti del tempio, lo vediamo vestito o ammantato d’azzurro o di blu, possiamo supporre che l’autore o il committente volevano sottolineare l’aspetto di sapiente del Figlio di Dio (un esempio è La disputa di Gesù fanciullo nel Tempio, 1455, di Giovanni di Paolo).
In molte altre culture il blu è simbolo della divinità, nell’induismo sono molti gli dei con la pelle di questo colore e anche nell’antico Egitto, il dio Amon poteva avere il medesimo colore.
Tornando ai giorni nostri, nel mondo anglosassone, il blu diventa simbolo della malinconia e della tristezza, “to be blue” o il genere musicale “blues”.
Venendo ora ad una mia opera, ho scelto L’Astrofisico, dipinto ad olio e foglia oro su tela, realizzato in due riprese, dal 2019 al 2021.

È una di quelle opere che ha subìto una battuta d’arresto durante la sua creazione, l’ho ripresa in mano dopo anni, con spirito e finalità completamente diverse. Nata come illustrazione per un romanzo di fantascienza, non ha visto la luce per quel progetto. Questo volto è rimasto lì, fermo nel mio studio, a guardarmi distaccato, finché non l’ho riconsiderato nell’ambito della mia mostra personale “Memorie di Cielo”. Da personaggio freddo e calcolatore si è trasformato in scienziato concentrato che si occupa del cielo e dei suoi misteri. Ovviamente in questo caso il blu è direttamente collegato all’ambito celeste, ma sottolinea anche il carattere del personaggio rappresentato, uno studioso, legato quindi alla sfera del pensiero, del calcolo e della riflessione. Colore freddo per eccellenza, il blu si accosta bene al carattere dello scienziato alla ricerca di fatti. L’Astrofisico ci osserva, ma sembra guardare oltre, al mondo dell’immateriale, verso qualcosa che non si può vedere ma solo percepire o pensare. Scruta la profondità dell’universo con la sua azzurra calma pacifica.
Parte destra e sinistra del volto sono volutamente diverse; la parte destra è ancora quella del dipinto iniziale, la sinistra è quella ripresa a distanza di anni. Ho voluto mantenere il legame col dipinto originale e così facendo ho sottolineato un altro aspetto sia per quanto riguarda la simbologia del blu, sia per per quanto riguarda il carattere scientifico del personaggio. Non l’ho detto prima ma il blu è il colore mutevole per eccellenza, il mare ha mille sfumature cangianti a seconda di come la luce lo colpisce o a seconda dei microorganismi contenuti in esso; il cielo muta la sua intensità a seconda delle ore del giorno… il blu è mutevole e volatile, non come il rosso materico e solido. Il volto dello scienziato del mio dipinto è in evoluzione, cambia da una parte all’altra. Il vero uomo di scienza è colui che sa cambiare idea e riformulare le sue teorie attraverso le sue osservazioni empiriche, la mente scientifica è vivace, sempre pronta a rivedere e rimodulare i suoi pensieri.
Quindi ecco un’altra opera in cui tutto si intreccia e il colore dominante ha una forte valenza simbolica.
Spero che questa breve immersione nel blu vi sia piaciuta, e come la volta scorsa, anche quest’opera è disponibile nel mio negozio online, che trovate sotto la voce Etsy Shop, nel menu del sito.
Sempre vostra, artista scatenata, Giulia
. English
Here I am with the second article in the series on color symbols, with the aim of providing you with keys to interpreting both my works and those of other painters and artists, both contemporary and from the past.
Today we are dealing with a new and important color, in some ways opposite to the red I discussed in the previous article, but which I am sure many of you will like, as it is the favorite color of most people, or at least that is what Mr. Google tells me.
In these articles, I will try as much as possible to refer to written and published texts, if you like “à l’ancienne”, partly for the pure personal pleasure of consulting a book rather than a cold web page, partly because I find them to be much more authoritative sources rather than articles found who knows where, written by who knows who, especially in a subject like symbology, in which everyone can express their imagination if they want without any basis, if you will, “scientific”.
This time I decided to consult the Dictionary of Symbols, Myths, and Beliefs by Corinne Morel.
Let’s start with our human experience. Blue is the color of the sky and the sea, two boundless, immensely vast visual elements. Therefore, in addition to directly referring to these two areas, blue is the bearer of infinity and mystery. Both the sea and the sky hide their treasures where the color that characterizes them becomes more intense. At the same time, both the sea and the sky can become clear to the point of transparency of the elements that compose them, air and water. However, these latter are elusive elements, impossible to grasp, water slips, air is impalpable. Therefore, blue is also tinged with the meaning of “immateriality”, of everything that is light and rarefied, such as thought, reflection, spirit.
In road signs, already mentioned for red in the previous article, blue is used as the exact opposite. If red indicates danger and prohibition, blue is the green light, permission.
Reasoning again in opposition to red, the color of the flesh, blue is the color of the spirit, of the immaterial part of the human.
In Christian representations, Jesus is often dressed in red and blue, not only to recall his Passion with red, but also to underline his dual nature, that of True God and True Man, made of flesh and spirit, descended to earth as a man but of divine origin. After all, God the Father for Western culture resides in the high Heavens, which are blue.
Continuing with this Christian reasoning, blue also becomes the color of wisdom, a divine attribute, so if in a representation of the child Jesus among the priests of the temple, we see him dressed or cloaked in light blue or blue, we can assume that the author or the client wanted to emphasize the wise aspect of the Son of God (an example is The dispute of the child Jesus in the Temple, 1455, by Giovanni di Paolo).
In many other cultures, blue is a symbol of divinity, in Hinduism there are many gods with skin of this color and even in ancient Egypt, the god Amon could have the same color.
Returning to the present day, in the Anglo-Saxon world, blue becomes a symbol of melancholy and sadness, “to be blue” or the musical genre “blues”.
Coming now to one of my works, I chose The Astrophysicist, painted in oil and gold leaf on canvas, made in two stages, from 2019 to 2021.
It is one of those works that suffered a setback during its creation, I picked it up again after years, with a completely different spirit and purpose. Born as an illustration for a science fiction novel, it did not see the light for that project. This face remained there, still in my studio, looking at me detachedly, until I reconsidered it in the context of my personal exhibition “Memorie di Cielo”. From a cold and calculating character he has transformed into a concentrated scientist who deals with the sky and its mysteries. Obviously in this case the blue is directly connected to the celestial sphere, but it also underlines the character of the character represented, a scholar, therefore linked to the sphere of thought, calculation and reflection. A cold color par excellence, blue goes well with the character of the scientist in search of facts. The Astrophysicist observes us, but seems to look beyond, to the world of the immaterial, towards something that cannot be seen but only perceived or thought. He scrutinizes the depths of the universe with his blue peaceful calm.
The right and left sides of the face are deliberately different; the right side is still that of the initial painting, the left is the one taken after many years. I wanted to maintain the link with the original painting and in doing so I underlined another aspect both with regard to the symbolism of blue and with regard to the scientific nature of the character.
I didn’t say it before but blue is the mutable color par excellence, the sea has a thousand iridescent shades depending on how the light hits it or depending on the microorganisms contained in it; the sky changes its intensity depending on the time of day… blue is mutable and volatile, not like the material and solid red. The face of the scientist in my painting is evolving, it changes from one side to the other. The true man of science is the one who knows how to change his mind and reformulate his theories through his empirical observations, the scientific mind is lively, always ready to review and remodel his thoughts.
So here is another work in which everything is intertwined and the dominant color has a strong symbolic value.
I hope you enjoyed this brief immersion in blue, and like last time, this work is also available in my online shop, which you can find under the Etsy Shop heading, in the site menu.
Always yours, wild artist, Giulia
. Français
Me voici avec le deuxième article de la série sur les symboles de couleurs, dans le but de vous fournir des clés d’interprétation aussi bien de mes œuvres que de celles d’autres peintres et artistes, contemporains ou du passé.
Aujourd’hui, nous allons parler d’une couleur nouvelle et importante, à certains égards opposée au rouge dont j’ai parlé dans l’article précédent, mais qui, j’en suis sûr, plaira à beaucoup d’entre vous, car c’est la couleur préférée de la plupart des gens, ou du moins c’est ce que M. Google me dit.
Dans ces articles, j’essaierai autant que possible de me référer à des textes écrits et publiés, si l’on veut « à l’ancienne », en partie pour le pur plaisir personnel de consulter un livre plutôt qu’une froide page web, en partie parce que je trouve que ce sont des sources beaucoup plus autorisées plutôt que des articles trouvés on ne sait où, écrits par on ne sait qui, surtout dans un sujet comme la symbologie, dans lequel chacun peut exprimer son imagination s’il le veut sans aucune base, si l’on veut, « scientifique ».
Cette fois-ci, j’ai décidé de consulter le Dictionnaire des symboles, mythes et croyances de Corinne Morel.
Commençons par notre expérience humaine. Le bleu est la couleur du ciel et de la mer, deux éléments visuels infinis et immensément vastes. Ainsi, le bleu, en plus de faire directement référence à ces deux domaines, devient porteur d’infini et de mystère. La mer et le ciel cachent leurs trésors là où leur teinte caractéristique devient la plus intense. En même temps, la mer et le ciel peuvent devenir clairs jusqu’à la transparence des éléments qui les composent, l’air et l’eau. Ces derniers sont cependant des éléments insaisissables, impossibles à saisir avec la main ; l’eau s’échappe, l’air est impalpable. Le bleu est donc aussi teinté du sens de l’immatérialité, de tout ce qui est léger et raréfié, comme la pensée, la réflexion, l’esprit.
Dans les panneaux de signalisation routière, déjà mentionnés pour le rouge dans l’article précédent, le bleu est utilisé comme exactement le contraire. Si le rouge indique le danger et l’interdiction, le bleu est le feu vert, la permission.
Raisonnement toujours en opposition au rouge, couleur de la chair, le bleu est la couleur de l’esprit, de la partie immatérielle de l’humain.
Dans les représentations chrétiennes, Jésus est souvent vêtu de rouge et de bleu, non seulement pour rappeler sa Passion avec le rouge, mais aussi pour souligner sa double nature, celle de Vrai Dieu et de Vrai Homme, fait de chair et d’esprit, descendu sur terre en tant qu’homme mais d’origine divine. Après tout, selon la culture occidentale, Dieu le Père réside dans les cieux les plus élevés, qui sont bleus.
En poursuivant ce raisonnement chrétien, le bleu devient aussi la couleur de la sagesse, un attribut divin, ainsi si dans une représentation de l’enfant Jésus parmi les prêtres du temple, on le voit habillé ou revêtu de bleu clair ou de bleu, on peut supposer que l’auteur ou le commanditaire a voulu souligner l’aspect sage du Fils de Dieu (un exemple est La Dispute de l’Enfant Jésus au Temple, 1455, de Giovanni di Paolo).
Dans de nombreuses autres cultures, le bleu est un symbole de divinité ; dans l’hindouisme, de nombreux dieux ont la peau de cette couleur, et même dans l’Égypte ancienne, le dieu Amon pouvait avoir la même couleur.
De retour à nos jours, dans le monde anglo-saxon, le bleu devient un symbole de mélancolie et de tristesse, « to be blue » ou du genre musical « blues ».
Venons-en maintenant à une de mes œuvres, j’ai choisi L’Astrophysicien, peint à l’huile et à la feuille d’or sur toile, réalisé en deux étapes, de 2019 à 2021.
C’est une de ces œuvres qui a subi un contretemps lors de sa création, je l’ai reprise après des années, avec un esprit et un but complètement différents. Né comme illustration pour un roman de science-fiction, il n’a jamais vu le jour pour ce projet. Ce visage est resté là, toujours dans mon atelier, me regardant avec détachement, jusqu’à ce que je le reconsidère dans le cadre de mon exposition personnelle « Memorie di Cielo ». D’un personnage froid et calculateur, il s’est transformé en un scientifique concentré qui étudie le ciel et ses mystères. Évidemment dans ce cas le bleu est directement relié à la sphère céleste, mais il souligne aussi le caractère du personnage représenté, un savant, donc lié à la sphère de la pensée, du calcul et de la réflexion. Couleur froide par excellence, le bleu s’accorde bien avec le caractère du scientifique en quête de faits. L’astrophysicien nous observe, mais semble regarder au-delà, vers le monde immatériel, vers quelque chose qui ne peut être vu mais seulement perçu ou pensé. Il scrute les profondeurs de l’univers avec son calme bleu paisible.
Les côtés droit et gauche du visage sont intentionnellement différents ; le côté droit est toujours celui de la peinture initiale, le côté gauche est celui pris après de nombreuses années. J’ai voulu maintenir le lien avec le tableau original et ce faisant, j’ai souligné un autre aspect à la fois concernant la symbolique du bleu et le caractère scientifique du personnage.
Je ne l’ai pas dit auparavant mais le bleu est la couleur mutable par excellence, la mer a mille nuances irisées selon la façon dont la lumière la frappe ou selon les micro-organismes qu’elle contient ; le ciel change d’intensité selon l’heure de la journée… le bleu est changeant et volatil, contrairement au rouge qui est matériel et solide. Le visage du scientifique dans ma peinture évolue, il change d’un côté à l’autre. Le véritable homme de science est celui qui sait changer d’avis et reformuler ses théories par ses observations empiriques ; l’esprit scientifique est vif, toujours prêt à revoir et à remodeler ses pensées.
Voici donc une autre œuvre dans laquelle tout est entrelacé et la couleur dominante a une forte valeur symbolique.
J’espère que vous avez apprécié cette brève plongée dans le bleu, et comme la dernière fois, cette œuvre est également disponible dans ma boutique en ligne, que vous pouvez retrouver sous la rubrique Boutique Etsy, dans le menu du site.
Toujours à vous, artiste sauvage, Giulia